Chi è e che cosa fa il mentor?

Nel novembre del 2015, quando insieme ad altre persone ho dato inizio a questa fantastica avventura del CoderDojo, ho avuto attestazioni di stima e di affetto da tantissime persone. Inoltre ho avuto proposte di collaborazione da alcuni appassionati di tecnologia che si sono proposti di aiutare il nostro piccolo CoderDojo a crescere. Dopo quella prima ondata di entusiasmo il nostro CoderDojo è andato avanti di mese in mese contando sulle forze di un piccolo gruppo di volenterosi volontari che non ha smesso di sostenerlo. Se avessimo qualche volontario in più potremmo certamente far decollare il nostro CoderDojo verso nuove meraviglie, dalla robotica allo sviluppo web…

CderDojo Perugia cerca mentorCosì ogni tanto mi metto d’impegno e vado in giro a cercare nuovi mentor. Mi accorgo che c’è subito un po’ di diffidenza perché non è chiaro che cosa debba fare, un mentor.

Ecco quindi un breve articolo che spiega chi è e che cosa fa il mentor e soprattutto quanto tempo è richiesto per svolgere questa attività nel nostro dojo che, lo ricordo qui, si riunisce una volta al mese, un sabato pomeriggio, dalle 15 alle 18.

Quanto tempo bisogna dedicare all’attività di mentor?

Tecnicamente la maggior parte dei mentor dedica circa 4 ore al mese a questa attività. Tre ore e mezza circa sono richieste il giorno del CoderDojo – che si tiene abitualmente nell’ultimo o nel penultimo sabato del mese dalle 15 alle 18. Si richiede ai mentor di venire una ventina di minuti prima dell’incontro in modo da aiutare a predisporre la sala, collegare le prolunghe, computer, videoproiettore ecc. Di solito in 10/15 minuti si smonta tutto al termine dell’incontro. Quindi il sabato del CoderDojo di solito si è impegnati dalle 14.40 circa fino alle 18.10 circa.

Un’altra piccola parte dell’impegno sta nel guardare il gioco che si intende realizzare. Di solito nel nostro dojo perugino il gioco è ideato dal champion del coderdojo mentre i mentor semplicemente ricevono il gioco (il link, la descrizione, i file… a seconda dell’attività) e gli danno un’occhiata per sapere che cosa succederà il giorno dell’incontro.

Sarebbe bellissimo che i mentor dedicassero anche un po’ di tempo a trovare i giochi da proporre,  in modo che a rotazione si possa non solo dare spazio a nuove proposte ma anche alleggerire il lavoro degli altri.

QUANTO GUADAGNA UN MENTOR?

I mentor hanno uno stipendio fisso di 20 sorrisi per sessione. C’è poi una provvigione variabile di risate e pacche sulla spalla. Non è raro (ma diciamolo sottovoce) che possano ricevere fuori busta qualche “high five” dai coder più entusiasti.

Scherzi a parte: tutto il lavoro che gravita intorno al CoderDojo è svolto a titolo di volontariato. Anzi, lo scrivo meglio:

Il CoderDojo è volontariato

Quindi se vi sta a cuore lo sviluppo dei nostri piccoli nel mondo della tecnologia e se volete condividere con loro la vostra passione per la programmazione, per lo sviluppo ecc… Se volete partecipare al Rinascimento Digitale di Perugia, dell’Umbria e del nostro Paese, il CoderDojo è in attesa di una vostra e-mail (scrivete a info@coderdojoperugia.com).

CHE COSA FA UN MENTOR?

Vediamo innanzitutto che cosa NON fa:

  • Un mentor NON insegna, ma condivide una passione
  • Un mentor NON fa le cose al posto del bambino, ma gli suggerisce la strada da percorrere
  • Un mentor NON dice “NON FARE COSI'” ma dice “E SE PROVASSI A FARE COSA’?”

mentorPer quanto riguarda le cose da fare, essenzialmente ascolta le richieste dei partecipanti e suggerisce una strada per trovare la soluzione. E’ molto frequente che ci si metta accanto al bambino a cercare insieme a lui una soluzione al problema che ha posto. Non è detto infatti che il bambino abbia seguito la proposta del gioco che stanno facendo tutti. Potrebbe aver scelto una strada “alternativa”… Ogni volta che sia possibile, queste “deviazioni” vanno assecondate. E’ chiaro: quando ci sono pochi mentor è più facile far realizzare a tutti lo stesso gioco. Ma se il numero di mentor lo consente, ogni divagazione è lecita, purché realizzata per costruire qualcosa che si ha in mente.

Quindi il mentor AFFIANCA bambini e ragazzi, invitandoli a pensare, a chiedere anche ad altri ragazzi del dojo… Affianca i ragazzi mettendo a disposizione le proprie competenze.

E qui entriamo nel paragrafo successivo che ho visto essere uno dei più grandi ostacoli, per molte persone, nel mettersi a disposizione del CoderDojo.

CHE COSA DEVE SAPERE UNA PERSONA PER FARE IL MENTOR?

Iniziamo a dire che esistono essenzialmente due tipi di mentor:

  • Mentor tecnici: che conoscono uno o più linguaggi, strumenti, metodologie… e condividono questo sapere con i ragazzi e con il gruppo.
    La loro vastissima conoscenza viene in apparenza sminuita dall’utilizzo di strumenti più semplici di quelli che usano nel loro lavoro quotidiano. Scratch per molti di loro è una piattaforma riduttiva, magari gli preferiscono SNAP! ma vorrebbero in ogni caso fare il passo verso linguaggi e metodologie più serie. 🙂
  • Supporter: ovvero persone che si mettono a disposizione per aiutare il CoderDojo a realizzarsi. Possono essere genitori che aiutano a sistemare la sala prima e dopo l’evento. Possono essere insegnanti che supportano il gruppo di lavoro aiutando i ragazzi a collaborare tra loro e “gestendo” le dinamiche di gruppo come solo un insegnante può fare. Possono essere persone appassionate di tecnologia che vorrebbero anche loro imparare “come si fa” questa cosa del CoderDojo, in modo da realizzarla a loro volta nella loro città.

Se sei un mentor tecnico, quindi, vieni a condividere i tuoi linguaggi di programmazione preferiti, la tua passione per il pensiero computazionale, il tuo amore nello sviluppo di siti e app, le tue competenze nella robotica… Il nostro CoderDojo usa molto Scratch. Quindi se io dovessi dire a una persona che vuole diventare mentor che cosa deve “studiare”, direi di dare un’occhiata a Scratch e alla sua versione offline (Scratch 2.0 Offline Editor). Se bambini di 8 anni che non hanno mai visto Scratch in vita loro sono in grado di realizzare un gioco in piena autonomia nel corso del primo incontro di tre ore… sono certo che un adulto (e ancora di più un programmatore!) avrà la possibilità di impadronirsi di tutti i segreti di Scratch in un weekend di giochi e letture.

Se vuoi partecipare al successo del CoderDojo della tua città ma non hai competenze tecniche, c’è lavoro per tutti: ogni fase della realizzazione di un incontro richiede tempo. Se c’è qualcuno che aiuta a stendere i cavi delle prolunghe, se c’è qualcuno che indirizza correttamente i bambini quando hanno bisogno del bagno, se qualcuno monitora e stimola la loro attività di gruppo e collabrazione, se qualcuno intrattiene i genitori con brevi corsi e/o dibattiti… insomma… lo spazio di intervento è infinito. Il limite? Solo la propria buona volontà.

LE SETTE REGOLE DEI MENTOR

Ecco di seguito l’eptalogo dedicato ai mentor di tutto il mondo. Seguendo queste regole, soprattutto l’ultima, si creano esperenze meravigliose sia per i ragazzi sia per i mentor.

  1. SIATE CURIOSI E ATTENTI
  2. IL BAMBINO E’ COMPETENTE
  3. STATE A FIANCO, NON DAVANTI
  4. GLI ERRORI CI PIACCIONO
  5. INCORAGGIATE
  6. NON DITE “NON”
  7. DIVERTITEVI

 

Se dopo tutto questo papiro ti è venuta voglia di fare il mentor presso il CoderDojo di Perugia, non aspettare nemmeno un secondo e scrivici: info@coderdojoperugia.com.

Be cool,
Marco Morello
CoderDojo Perugia champion