Settimana del Rosa Digitale

OK, OK, lo so, anche per me… se devo pensare alle donne che hanno popolato il mio immaginario, il rosa riveste un ruolo del tutto secondario. Non parlo solo della Vedova Nera e di Elektra, che nei miei fumetti preferiti erano l’una vestita di nero e l’altra di rosso. Penso anche al dolcevita di Sabrina Duncan (la mia preferita delle Charlie’s Angels) o alla canottiera di Sigourney Weaver in Alien, dove regna il bianco. Se poi pensiamo ai classici Disney, l’abito di Cenerentola è azzurro, quello di Merida è blu petrolio, Fiona azzarda un ton sur ton verde… Insomma, fra le donne di fantasia che hanno contato qualcosa per me, il rosa è poco gettonato.

Tornando al di qua dallo specchio, invece, ho un bel 50 e 50. Mia moglie Michela lo adora. Mia figlia lo detesta.

A prescindere da queste speculazioni teoriche sul colore (che, lo vedremo, non è comunque l’accezione da tenere in conto per questa iniziativa), intorno all’8 marzo si parla di donne. E mai come oggi è necessario che se ne parli. Se ne parla per vari spunti. Uno degli spunti è quello della Settimana del Rosa Digitale, in cui si pone l’accento sul tema “donne e tecnologia”. Per colmare il divario, per stimolare la parità di genere, per avvicinare più ragazze al mondo del digitale. Benché il colore rosa sia a sua volta “di genere”, l’iniziativa mi piace molto. Mi piace tutto quello che fa qualcosa in qualche direzione specifica. E qui c’è tanto impegno. Nella maggior parte dei casi tutto volontariato.

Quando si parla di “rosa,” però, in questa settimana di frenetiche attività legate alla sfera del digitale, il punto di riferimento è il fiore. Gli eventi registrati sulla grande mappa di iniziative #rosadigitale sono infatti chiamati “petali“. E la rosa rappresenta efficacemente la bellezza e la capacità (la necessità?) di autodifesa delle donne, in un mondo ancora inspiegabilmente ostile per molte di loro. E in questa associazione ci trovo tutto il bello, l’eroico, l’importante di questa simbologia. Quindi, superando il rosa e concentrandomi sulla rosa, ecco che cosa faremo nel corso del nostro CoderDojo di sabato 10 marzo.

I nostri Samurai trasformeranno i ricettari della nonna in moderni database. Antichi saperi femminili, messaggi d’amore in forma di manicaretto, sostegno alle famiglie per generazioni, le Ricette della Nonna sono un ponte tra passato e futuro, una dichiarazione di guerra ai piatti pronti, un canto di orgoglio nazionale pronto a marciare con il mattarello nella destra e il parmigiano nella sinistra. Si tratta ovviamente di una scusa, di un pretesto per giocare con la possibilità di categorizzare e archiviare in modo ordinato e ricercabile elenchi di ogni tipo, dalla raccolta di figurine a quella di fumetti, passando per i CD e i vinili di mamma e papà. I Ninja saranno invece guidati dalle nostre donne programmatrici. Realizzeranno come sempre un piccolo progetto con Scratch ma ne approfitteremo anche per sottolineare quanto sia importante il femminile nel mondo delle scienze e della tecnologia.

Insomma, ogni scusa è buona per trovarci tutti insieme, grandi e meno grandi, a stimolare creatività, intelligenza, senso civico… divertendoci.

Vi aspettiamo sabato 10 marzo alle 15.30 alla biblioteca comunale BIBLIONET di Ponte San Giovanni (Via Segoloni, 15) con il computer portatile e tutto il necessario per stare insieme tre ore a esplorare il mondo del coding.

Come sempre, partecipazione gratuita ma prenotazione obbligatoria, QUI.

Be cool,
Marco Morello
CoderDojo Perugia champion